Kurt Donald Cobain (Aberdeen, 20 febbraio 1967 – Seattle, 4 aprile 1994).
Un mito finito da leggenda...una delle persone più vere che il rock abbia mai visto, la sua vita, i suoi comportamenti e i suoi problemi l'hanno fatto leggenda, mito.
Kurt iniziò a mostrare interesse per la musica già a due anni, ma questa non era una sopresa nella famiglia Cobain; lo zio Chuck suonava in un gruppo Rock’n’roll, la zia Mary suonava la chitarra e molti componenti della famiglia avevano un talento musicale.
Fin dalla seconda elementare emerse anche il suo talento nel disegno, tutti pensavano che i suoi disegni fossero bellissimi, tutti tranne lui. Una volta tornò a casa con una copia del giornalino della scuola con in copertina un suo disegno, ma Kurt era arrabbiato perchè pensava che quel disegno era brutto.
A partire dal Natale del 1974, all’età di sette anni, Kurt si mise in testa che sua madre lo considerava un bambino pieno di problemi. Suo padre cercava di costringere Kurt, che era ambidestro, a scrivere solo con la mano destra. Nonostante questo il piccolo Kurt diventò comunque mancino.
Nel 1975, il primo shock: i genitori di Kurt divorziano, e lui prese molto male le conseguenze di questo radicale cambiamento nella sua vita. Al posto dell’allegro bambino di una volta, diventò un adolescente triste, sul muro del bagno scrisse:
“Odio mia madre, odio mio padre, mio padre odia mia madre, mia madre odia mio padre, voglio solo essere triste”
Per il suo quattordicesimo compleanno, zio Chuck gli propose di scegliere tra una bicicletta e una chitarra; Kurt scelse la chitarra, una elettrica di seconda mano e un piccolo amplificatore usato da dieci watt.
Kurt descriveva la sua prima musica come:
“Un riff rock veramente scadente. Ricordava i Led Zeppelin, ma era di pessima qualità. Alzavo al massimo volume del mio piccolo amplificatore ma non avevo assolutamente idea di cosa stavo facendo.”
Eppure insieme ai Nirvana fece la storia del rock ed in particolar modo del grunge.
La triste storia della vita di Kurt Cobain però finisce a 27 anni, come altre leggende del Rock. Una morte quasi annunciata e chissà cosa ha potuto spingere un ragazzo con così tanto talento, giovane, ricco, bello e famoso al suicidio. Il suo male di vivere è trasmesso in ogni nota, il disagio di chi voleva solo farsi gli affari suoi e vivere di Rock, ma non ha saputo gestire l’inevitabile successo che un genio come lui riscuote quando si rivela al pubblico.
Il ricordo di Kurt non è morto, non può morire mai perchè la sua musica lo ha reso immortale.
“Mi piace sognare che un giorno riusciremo a ottenere una solidarietà generazionale tra tutti i giovani del mondo. Mi piace fare sforzi immani allo scopo di evitare il conflitto. Mi piace mantenere opinioni forti senza argomenti per sostenerle al di fuori della mia connaturata sincerità.Mi piace la sincerità. Mi manca la sincerità. Queste non sono opinioni. Queste non sono parole di saggezza, questa è solo una denuncia, una denuncia per la mia mancanza di istruzione formale, per la mia mancanza d’ispirazione, per la mia logorante ricerca di affetto e per la mia convenzionale vergogna nei confronti dei molti che hanno più o meno la mia età. Non è neppure una poesia. È solo un gran mucchio di merda. Come me.”

Kurt Cobain will be a legend even for those who were born after his death. Thank you forse this post.
RispondiEliminaWhat amazes me is the way people, people like me and you, can become so inspired and admire someone that they do not know. I am inspired by Kurt's humility, the way that his brain was filled with an abundance of thoughts and ideas and it overwhelmed him.
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